Uscire da Penalizzazione Google Panda [con Prestashop e non solo]

Il mio sito è stato colpito dall’algoritmo Google Panda?

Questo strano animaletto, che in realtà altro non è che un algoritmo di Google assomiglia molto ad un assassino silente. Questo perchè rispetto al suo cugino Penguin che provoca un calo netto delle visite, il panda abbassa il traffico del tuo sito in modo molto lento ed è più difficile da individuare.

Per capire come agire, devi monitorare il traffico in modo minuzioso. Un’immagine può chiarire meglio il concetto:

 

penalizzazione google panda e google penguin

Come vedi dall’immagine, mentre google penguin spazza via tutto subito, google panda invece ti fa perdere traffico nel medio lungo termine. Per questo motivo può essere più difficile accorgersi di tale penalizzazione.

Un metodo per individuare se il tuo sito prestashop è stato colpito da google panda è quello di ricevere report quotidiani sull’andamento del traffico del tuo sito web (si, lo so molte web agency e consulenti SEO non lo fanno o ti mandano quello mensile, ma non è colpa mia se li hai chiamati te). Se vuoi procedere da solo, ti basterà avere l’accesso al tuo account Google analytics, se non c’è l’hai mi comincerei a preoccupare al posto tuo!

 

Se non hai voglia di addentrarti nelle problematiche SEO, puoi sempre delegare tutto al consulente SEO (che sono io) oppure richiedere una consulenza seo!

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La differenza sostanziale tra google penguin e google panda per gli ecommerce sta nel fatto che il primo ti costringe immediatamente a fallire perchè ti abbassa il traffico immediatamente senza considerare che riprendersi da un attacco del genere è molto complesso rispetto a quello effettuato da google panda.

Il mio prestashop è stato penalizzato? Cosa faccio adesso?

Eccoti un paio di dritte per capire subito se il tuo sito ecommerce in prestashop è stato già penalizzato.

Per prima cosa guarda il traffico sul tuo account analytics, anche se il calo di visite può essere piccolo ed insignificante, tienilo d’occhio, potrebbero volerci anche diverse settimane per individuare la penalty.

Utilizza degli strumenti online gratis per sapere se il tuo sito è stato colpito dal panda, eccone alcuni che possono sicuramente aiutarti: Panguin,  SearchMetrics e Website Penalty Indicator.

Quello che segue invece è uno dei miei tools preferiti per tenere sotto controllo Google Panda, fai +1 sul pulsante e scopri di cosa sto parlando e come si usa.

Come uscire da penalizzazione Google Panda e come agire sui siti di E-commerce e vendita online

Questi consigli non sono solo utili per i siti ecommerce realizzati in Prestashop ma anche per tutte le altre tipologie di E-commerce e web come Magento, Joomla e Virtuemart.

come uscire dalla penalizzazione google panda

 

Tralasciamo la spiegazione del Panda update, che non è oggetto di questo articolo ma che puoi trovare sul blog ufficiale di google, inoltre se  vuoi approfondire Google Panda, allora abbonati al sito seobythesea.com, dove il buon Bill Slawski colleziona tutti gli aggiornamenti di Big Google.

Quello  che devi sapere è che è uno dei tanti algoritmi che Google utilizza per offrire agli utenti dei risultati di ricerca precisi e di alta qualità.  Infatti è proprio la qualità l’oggetto di questo articolo. Voglio farti un breve elenco di quello che devi andare a controllare e se sul tuo sito esistono uno o più elementi di quelli che ti sto per elencare allora faresti bene a correre ai ripari:

  1. contenuti scadenti o con pochissimo testo (magari copiato dal feed di altri produttori o siti internet)
  2. pagine/articoli/contenuti duplicati (estremamente probabile se non hai mai curato manualmente il tuo sito)
  3. un numero decisamente alto di pagine non trovate (le famose pagine 404 che trovi su Google Web Master Tools)
  4. parole chiave eccessive (famoso come Keyword stuffing, evitalo come la peste)
  5. contenuti creati ad hoc per i crawler dei motori di ricerca anzichè per i reali visitatori ( doorway, evitale come la peste)
  6. un sito web lento e non performante (sono importanti sia le performance del sito che del server!)

 

 Punto 1: Contenuti scadenti

Siccome Google è un motore di ricerca che vuole offrire risposte immediate e inerenti le ricerche dei visitatori, questo è uno dei punti su cui non puoi commettere leggerezze.

Se stai utilizzando un feed dati da qualche produttore o stai utilizzando delle automazioni per l’inserimento dei prodotti sul tuo sito web sappi che dovrai rivedere manualmente il contenuto di ogni singolo prodotto, evita il copia/incolla sempre e comunque.

Quindi la tua prossima domanda può essere qualcosa del tipo: “Se ho 4000 prodotti cosa devo fare”?

La risposta è semplice, se non hai tempo o voglia considera l’idea di delegare qualcun’altro per fare questo lavoro ma attenzione, è preferibile che contatti persone altamente qualificate che abbiano buone skill di copywriting (scrivere per il web è completamente diverso da scrivere sulla carta, quindi lascia perdere i laureati) magari che utilizzano il contenuto persuasivo, e cerca comunque di aggiungere più contenuti e più qualità rispetto ai tuoi concorrenti. La seo on page è molto importante!

Sembra una cosa impossibile ma in realtà è solo molto impegnativa ed i risultati sono comunque incredibili! Oltre ad entrare nelle grazie di Google (effetto secondario) , quello che succederà è che aumenterai le visite verso i tuoi prodotti proprio per il fatto di offrire contenuti unici, e di conseguenza ridurrai la frequenza di rimbalzo!

Se ti è venuta voglia di controllare lo stato dei tuoi contenuti, ti suggerisco un interessante tool online per verificare la percentuale di contenuto duplicato che è presente sul tuo sito, ovvero Siteliner.

 

Punto 2:  contenuti duplicati

Questo punto è un punto cruciale, perchè Google non vede di buon occhio i contenuti duplicati e fa bene. Se sul tuo sito è presente un gran numero di pagine identiche considera di riorganizzare la struttura del tuo sito, se non sei capace, contatta il tuo web master e metti una pezza. Una buona prassi è quella di avere una struttura non ridondante e quindi evitare i contenuti identici già in partenza oppure utilizzare il tag  rel=”canonical”.

 

Punto 3:  pagine non trovate: Errore 404

Se vuoi conoscere il numero di pagine che vanno in errore (in gergo generano un errore 404) puoi utilizzare diversi strumenti, come ad esempio un emulatore di spider tipo Screaming Frog (a pagamento, l’ho appena rinnovato e costa circa 180 euro l’anno, altrimenti puoi utilizzare la versione gratuita ma con un limite di analisi fino a 500 url), in alternativa gratuita puoi utilizzare un altro emulatore ovvero Xenu.

Una volta avviata l’analisi con questi strumenti, puoi combinare i dati con quelli del tuo account Google Webmaster tools, raccoglierli in un file di Excel ed avere un elenco finito di tutte queste pagine che ovviamente andranno corrette! Ricorda anche due cose importantissime, i reindirizzamenti dovranno essere di tipo permanente quindi dovrai usare il Redirect 301 e questa operazione dovrai farla tutte le volte che cancelli o disattivi un prodotto o una categoria dal tuo negozio in prestashop!

Puoi anche (e devi) utilizzare una pagina di errore personalizzata che non si limiti soltanto a mostrare all’utente la sempre solita frase “ERRORE 404 – PAGINA NON TROVATA”, ma costruiscine una che offra anche dei link utili per continuare la navigazione. Un esempio potrebbe essere inserire una lista di link delle sezioni principali del sito, un link alla homepage e magari una casella di ricerca.

Appena hai finito di correggere tutti gli errori, ricorda anche di ricreare la sitemap di prestashop e di reinviarla sugli strumenti per webmaster di google.

 

Punto 4: Le keywords, troppe parole chiave fanno male

Se hai voluto strafare o lo hai fatto per ignoranza, sappi comunque che non devi esagerare con le parole chiave o keywords come le vuoi chiamare. L’inserimento della parola chiave nella pagina del prodotto e/o delle categorie va usata con parsimonia non certo per i motori di ricerca ma per gli utenti, quindi evita di inserire keyword a casaccio o in modo meccanico, come vedi il risultato è quello di essere penalizzato (altrimenti non ti troveresti qui a leggere la guida no?)

Sappi che Google da diversi anni ormai ignora le meta keyword, si esattamente, smettila di usare questo inutile meta tag una volta per tutte!

Pensa ad inserire una buona descrizione, utile agli utenti che dovranno poi acquistare il tuo prodotto o servizio e che hanno a disposizione solamente qualche immagine ed il tuo testo, quindi ti giochi il tutto per tutto, ecco perchè copiare non è mai una cosa utile!

Una buona partenza potrebbe essere utilizzare del copywriting persuasivo nella “breve descrizione“, che faccia nascere il bisogno, l’esigenza di acquistare il prodotto, ed inserire tutti i dettagli e le specifiche tecniche nella “Descrizione lunga” offerta dal CMS Prestashop.

Tanto per terminare il sarcasmo, ovviamente Google è al corrente di quello che hai fatto e che stai continuando a fare, quindi o cambi business o corri subito ai ripari e fai il bravo!

 

Punto 5: Doorway e contenuti fuorvianti. Vuoi fare il furbo?

Quello che spesso la gente continua a non capire è che questa tecnica di doorway, è stata già scoperta da Google da anni, quindi non serve più! Ammesso che possa darti qualche spinta, rischi di rovinare il tuo business e di incappare in penalizzazioni molto più pesanti di quella del Panda. Quindi se hai architettato delle pagine esclusivamente per i motori di ricerca, il mio consiglio è quello di cancellarle immediatamente e rivedere tutta la struttura del tuo sito senza contenuti ingannevoli!

 

Punto 6: le performance del sito e del server fanno piangere!

Buona parte dei clienti che mi contattano arrivano da situazioni disastrose, tipo una pagina carica in 20 secondi oppure il server va giù sistematicamente.

Capisco che per loro potrebbe non significare nulla ma qualcuno (un consulente seo preparato) dovrà pur avvisarli e fargli capire il concetto.

Bene, facciamolo subito. La velocità di un sito, rientra ormai da anni tra gli oltre 200 parametri di ranking utilizzati da Google, quindi devi assicurarti di avere un sito snello, veloce e performante!

Esistono davvero tante possibilità di ottimizzare un sito e soprattutto un cms come prestashop. Puoi agire sulla cache, puoi utilizzare dei CDN, puoi ottimizzare le immagini ect.

Ma esiste anche un altro parametro, molto importante se hai deciso di fare business online con il tuo negozio in prestashop: il Server!

Wè Antò, cosa intendi co sto server?

Bene, immagina che te fai una gran fatica per ottimizzare il tuo prestashop, tieni il sito in ordine, crei dei buoni contenuti e bla bla bla ma il tuo sito va giù ripetutamente e tu non te ne accorgi. Sai cosa significa? Significa che Google deindicizza le tue pagine! Si hai capito bene, in pratica semini all’aria!

[pullquote]Il server è la prima cosa che devi valutare con attenzione prima di creare il tuo sito web.[/pullquote]

Ne ho utilizzati davvero tanto negli ultimi anni, da Netsons a Serverplan, da Ergonet a Siteground ( a mio avviso uno dei migliori sia in assistenza rapidissima che in velocità e performance, ideale per prestashop)

 

Fai +1 e scopri subito alcuni preziosi tools per analizzare il tuo sito web

 

Una spinosa questione: i Link che arrivano sul tuo sito

analisi dei link

Quest’ultimo punto riguarda un altro aspetto molto importante su cui riflettere (ricordi Google Penguin?). Anche se fino a questo punto è stato possibile utilizzare dei tool gratuiti e disponibili online, quando si parla dell’analisi dei link devi inevitabilmente metter mano al portafogli.

Non dico questo per scoraggiarti (se sei un mio cliente, non devi acquistare nulla, farò io l’investimento, eheh), ma essendo appunto una questione molto importante per la sopravvivenza del tuo sito, non trovi strumenti gratis su cui puoi fare affidamento.

I principali strumenti che utilizzo per l’analisi dei backlink, sono gli ormai plurinominati e conosciuti come Seomoz, Majestic SEO, Ahrefs, Link detox, Url profiler, giusto per citarne alcuni.

Se con l’utilizzo di questi tools noti qualcosa di anomalo, ad esempio un’impennata di link in ingresso di dubbia qualità o  noti un numero spropositato di link nella sezione di Google webmaster tools dedicata ai “link che rimandano al tuo sito” allora hai fatto bingo, hai trovato un problema da risolvere con la massima urgenza!

Controlla subito, se tra questi link esiste una correlazione tra anchor text, ovvero ricevi un botto di link con la stessa parola chiave, in questo caso potrebbe essere che che sei stato vittima  di un attacco di Negative Seo oppure hai comprato (delegato qualcuno) una smanciata di gigs su Fiverr e ti sei penalizzato da solo.

In entrambi i casi, è preferibile che contatti un seo professionista, se invece vuoi perder tempo, soldi e traffico e credi di saper risolvere da solo, allora puoi tentare l’utilizzo di un delicatissimo strumento: il disavow Tool di Google.

 

Detto questo, se invece vuoi aumentare la visibilità del tuo ecommerce e ti serve della link building professionale, evita di perder tempo con forum, link da siti spam, commenti inutili e tecniche seo stile anni 90 che non funzionano più. Piuttosto affida il tuo sito web ad un seo professionista, ti assicuro che risparmierai tempo e soldi!

 

Se ti è piaciuto il mio tem….ehm il mio articolo, sarei molto contento se lo condividessi sui social network, aiuteresti molte persone che come te vorrebbero uscire da una penalizzazione google panda! Ciao

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