Una delle metriche di Google Analytics davvero facile da interpretare è la frequenza di rimbalzo (nota anche come Bounce Rate). Tutti sappiamo che una frequenza di rimbalzo bassa è segno di ottima salute dei contenuti del sito o del blog, tuttavia, è arrivato il momento di capire meglio come il bounce rate influisca sul sito.

Ecco le slide in breve:

 

Bounce Rate: Cosa è

La frequenza di rimbalzo è un modo per misurare la qualità del traffico web che arriva al tuo sito, ovvero la percentuale di visitatori che dopo essere arrivati in una pagina del tuo sito, non compiono nessuna azione e vanno via senza visitare altre pagine.

Bounce Rate: numero di visitatori che arrivano sul sito e scappano subito!

 

Perchè è importante la metrica Frequenza di Rimbalzo?

E’ una metrica semplice perchè capisci subito che se hai una percentuale alta di rimbalzo, qualcosa nel tuo sito non sta funzionando ed occorre capire perchè. In caso contrario, una frequenza di rimbalzo bassa è indice che nel sito stai facendo tante cose in modo corretto.

Se il tuo sito ha una frequenza di rimbalzo alta, è arrivato il momento di rendere il tuo sito più “rilevante”, cosi’ facendo aumenterai anche le conversioni.

Per conoscere qual’è il bounce rate del tuo sito, devi collegarti al tuo account Google Analytics (se non ne hai ancora uno, ti invito a farlo subito) alla voce Acquisizione >> Panoramica

acquisizione panoramica bounce rate

A questo punto, probabilmente ti starai chiedendo quale sarebbe la migliore frequenza di rimbalzo. Non esiste un numero preciso, perchè ci sono sempre margini di miglioramento e perchè possono influire diversi fattori tra cui anche le fonti di traffico.

Man mano che il blog o il sito in questione diventa “popolare” il tipo di traffico che si riceve potrebbe provenire da diverse fonti e alcune di queste rimbalzano più delle altre.

Una di queste può essere il traffico diretto, magari perchè sono i lettori che vengono nel sito per vedere se è stato pubblicato un nuovo articolo e se ne vanno immediatamente. Solitamente il traffico diretto aumenta in modo proporzionale insieme al blog.

La frequenza di rimbalzo può alzarsi ancora di più anche per il fatto che nel tempo il tuo sito si posizionerà per diverse parole chiave, alcune di queste saranno inevitabilmente errate, porteranno magari tanto traffico non targetizzato!

Un esempio può essere un articolo che hai scritto con qualche citazione famosa o un concetto popolare, che riceve tante visite, e quando il visitatore si accorge di esser finito sul tuo sito che non ha nulla a che vedere con quello che stava cercando, se ne va via, facendoti aumentare appunto la frequenza di rimbalzo.

Talvolta basta modificare l’articolo per risolvere il problema in poco tempo.

 

Frequenza di Rimbalzo Bassa

In linea di massima devi cercare di tenerla il più bassa possibile. Verifica sempre se per sbaglio hai inserito il codice google Analytics più volte nel tuo blog, perchè capita a volte di avere un bounce rate del’1% a causa delle statistiche errate e non perchè si è stati bravi ad applicare qualche strategia.

Per sapere se questo è il caso tuo, ti basterà verificare il codice sorgente della tua homepage e cerca la voce “Analytics“, in caso di codice doppio,  dovrai toglierne uno optando per una integrazione manuale nel codice della pagina o attraverso l’uso di un plugin. Se usi wordpress ti consiglio il plugin di Yoast.

 

8 metodi per abbassare il bounce rate

Adesso che hai compreso cosa è la frequenza di rimbalzo, possiamo passare a tutte le strategie seo possibili per abbassare il bounce rate.

1 Commenti

I commenti abbassano la frequenza di rimbalzo. Perchè? Perchè quando qualcuno lascia un commento, può essere reindirizzato verso un’altra pagina, in base a come è stato impostato il blog. In pratica già con solo questa azione sono state visitate due pagine e questo significa che hai già abbassato la frequenza di rimbalzo.

Come fare per far commentare di più? Semplicemente puoi chiedere di commentare alla fine del tuo post, oppure facendo una domanda e ovviamente rispondendo ai commenti che arrivano.

2 Far Iscrivere il visitatore alla tua lista email

In pratica si tratta di “prendere 2 piccioni con una fava”. Perchè non approfittare del commento e far registrare il visitatore alla tua mailing list? L’idea di base è quella di far iscrivere il visitatore per poi attraverso un reindirizzamento farlo arrivare ad una pagina di ringraziamento del tuo sito.

Come puoi ottenere questo? Semplicemente inserendo i tuoi opt-in form (form cattura email) in diversi punti strategici del sito, offrendo qualcosa di gratuito o addirittura utilizzando degli appositi plugin.

Se usi wordpress puoi utilizzare WPSubscribers che ha la particolarità di compilare in automatico i campi nome e indirizzo.

3 Interlinkare altri tuoi post inerenti tra loro

Offrire ai propri visitatori la possibilità di approfondire con altri articoli correlati ti permetterà di ridurre la frequenza di rimbalzo oltre che posizionare altre keywords correlate.

 

4 Aprire i link esterni in una nuova finestra

Questo è uno degli errori più comuni all’interno dei siti web. Se nel tuo sito hai un link esterno all’interno di una sidebar o di qualsiasi pagina o post, assicurati che si apra in una nuova finestra.

aprire link esterni in una nuova finestra

Se invece si tratta di un link di affiliazione oppure un link ai social, assicurati di aggiungere l’attibuto target=”_blank” ai link.

esempio: <a href=”http://www.linkaffiliato.com/tuosito” target=”_blank”>

L’aprire i link in una nuova finestra offre la possibilità al visitatore di non lasciare la tua pagina e di poterci tornare successivamente.

 

5 Usare l’excerpts nella homepage

Utilizzare gli excerpts dei post nella homepage può ridurre la frequenza di rimbalzo del tuo blog. Piuttosto che offrire 2 post chilometrici, è preferibile offrire diversi post in homepage per dare più possibilità al visitatore che arriva alla home di scegliere il post che preferisce.

Puoi anche scegliere di far visualizzare due o tre paragrafi del tuo excerpts e circa 8/10 post nella homepage.

 

6 Evitare le distrazioni inutili

I pop-ups, le toolbar, lo stream di twitter e le varie pubblicità, inclusi i text link ads, creano distrazioni che alla fine vanno ad intaccare le conversioni del traffico ed il bounce rate, diminuendo il numero di pagine visualizzate.

 

7 Utilizzare le pagine 404 in modo intelligente

Avere delle pagine che vanno in errore può succedere. Quando avviene questo, puoi offrire ai visitatori la possibilità di reindirizzarli nella pagina che stanno cercando, piuttosto che farli andare via.

A questo scopo ti suggerisco di inserire nella pagina 404 dei link utili ad altri contenuti affini ed aggiungere anche una casella di ricerca che permetta agli utenti di cercare l’argomento che li ha portati nel tuo sito. Ecco uno screenshot della mia pagina 404:

pagina 404 wordpress personalizzata

 

8 Post correlati

I post correlati sono un altro ottimo metodo per ridurre il bounce rate ed aumentare il CTR. Ci sono tanti plugin che ti permettono di fare questa operazione. Ti consiglio di utilizzare quelli che ti offrono la possibilità di selezionare i post per categoria.

Approfondimenti:

Utilizza le dashboard pronte di Google Analytics

Tu quali metodi hai utilizzato per abbassare la tua frequenza di rimbalzo? Scrivilo nei commenti.

Frequenza di Rimbalzo: Cosa è e come abbasarla
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